giovedì 28 febbraio 2013

Il voto degli italiani in Russia



Anche gli italiani all’estero hanno partecipato alle elezioni. Tre milioni e mezzo nel mondo gli iscritti all’AIRE (di questi, quest’anno ha votato oltre un milione), circa due milioni nella circoscrizione Europa (con poco meno di mezzo milione di votanti, da non confondersi con l’UE), appena 1.674 nella Federazione Russa (708 votanti), di questi quasi un migliaio a Mosca. Inutile qui riportare i risultati in Italia, sono già ben noti agli italiani. Più interessante vedere gli umori tra i cittadini italiani residenti permanentemente in Russia. Per varie ragioni.

La prima è che, pur trattandosi di un numero risibile, parliamo di una comunità che smuove capitali davvero impressionanti, nella bilancia commerciale dei nostri due Paesi. In secondo luogo, da quando esiste la legge sul voto per corrispondenza, è questa la terza volta che gli italiani all’estero hanno la possibilità di partecipare ai destini del loro Paese, e quindi comincia ad essere fattibile un raffronto con le consultazioni precedenti (solo 2006 e 2008, poiché nei Paesi extra-UE non si può votare per le Europee). Infine, perché si è sempre votato in modo diverso da come si vota in Italia: per i singoli Partiti anziché per le coalizioni quando in Italia si è votato per le coalizioni anziché per i Partiti, e viceversa, ed esprimendo preferenze quando in Italia non si possono esprimere, e viceversa.

Con queste doverose premesse, visto anche il numero esiguo di liste presenti in scheda, e nonostante gli sconvolgimenti nelle denominazioni di questi ultimi anni, è possibile ricollegare gli orientamenti a determinati macro-indirizzi.

Intanto, l’affluenza. 40,86% nel 2006 (in Italia, 83,62%), 36,26% nel 2008 (80,51%), 42,29% nel 2013 (75,19%). Dunque, balzo in avanti in Russia a fronte di una progressiva erosione in Italia. Trascurabili le schede bianche e annullate: undici (2,24%, in Italia 2,91%) nel 2006, addirittura zero (0%, Italia 3,74%) nel 2008, ma ben 58 (corrispondenti all’8,18%, Italia 3,59%) nel 2013.

Adesso i risultati veri e propri, in alcuni casi piuttosto sorprendenti. Qui non ci sono mai stati gli italiani con le valigie di cartone, non è mai stato un Paese di tradizionale emigrazione italiana, la stragrande maggioranza sono imprenditori. Indipendentemente da come la si pensi, è abbastanza prevedibile che in larga misura essi votino per il centrodestra (o conservatori, moderati, chiamiamoli come vogliamo, la sostanza non cambia). Repetita juvant, non parliamo di coalizioni governative, ma di umori. Invece, nulla di tutto questo.

Centrosinistra. Nel 2006 L’Unione di Prodi prese il 47,24% (47,51% in Italia). Assieme al 2,51 dell’IdV (2,30%), si arriva al 49,75 (49,81%). UDEur, zero assoluto (1,40% in Italia). Insomma, nessuna differenza sostanziale. Dopo i risultati, evidentemente giudicati insoddisfacenti, del governo di centrosinistra, nel 2008 il PD si attesta al 42,22% (33,18% in Italia), cui tuttavia, per completezza, occorre aggiungere il 2,47 della Sinistra Arcobaleno (3,08 in Italia), altrettanto per l’IdV (4,37 in Italia), il 2,22 di Sinistra Critica (0,46) e lo 0,25 del Partito Socialista (0,98), arrivando al 49,63 complessivo (42,07). In Italia, rispetto alla Russia, ci rimette di molto il PD. Nel 2013, il PD è al 25,23 (25,41 in Italia), SEL al 3,23 (3,20), Rivoluzione Civile allo 0,76 (2,24), Partito Comunista (avete inteso bene: all’estero esiste) allo 0,92. Totale, 30,14% (30,85).

Centrodestra. 2006, Forza Italia appena (paragonate questi dati, e anche quelli degli altri Partiti, con il voto in Italia) al 26,13% (23,72). Aggiungiamo l’UDC (all’epoca, alleata) al 7,79 (6,76), Lega Nord al 5,09 (4,58). Si arriva al 39,01 (35,06). 2008, quadro ben diverso (vedi centrosinistra), ma comunque 45,93% al PDL (37,38), e non si può aggiungere l’UDC, uscita dalla coalizione, che comunque è crollata, con l’1,48 (5,62). 2013, PDL 23,38%, non c’è altro (21,56 in Italia).

Centro. Doveroso ripetere che si parla di umori, per questo troverete alcune ripetizioni. 2006, UDC al 7,79% (6,76), UDEur zero (1,40). 2008, UDC 1,48, null’altro (5,62). Ben diverso il quadro nel 2013: Scelta Civica (Monti) 17,69% (8,30 in Italia). Ragguardevole.

Destra. 2006, appena lo 0,75 l’Alternativa Sociale di Mussolini (0,67), mentre nel 2008 la Destra – Fiamma Tricolore (Santanchè) arriva al 2,72 (2,43). Nel 2013 non c’è nessuna lista dichiaratamente di destra (in Italia, tra la Destra di Storace, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, Casapound e Fiamma Tricolore si arriva al 3,12).

Sinistra. Più che altro, in questo caso è interessante vedere la differenza tra i Partiti minori schierati col centrosinistra e quelli che non si sono schierati. Nel 2006, erano tutti nell’Unione di Prodi. Nel 2008, la Sinistra Arcobaleno prese il 2,47 (3,08), ma Sinistra Critica (fuori da questa logica) prese il 2,22 (0,46). Abbastanza probabile che, nel 2013, l’ex Arcobaleno abbia votato per SEL, e gli elettori di Sinistra Critica per il Partito Comunista (in entrambe le tornate, unica falce e martello). Ebbene, SEL al 3,23%, e PC allo 0,92. Molto probabile che i voti di Rivoluzione Civile (Ingroia), 0,76% (2,24 in Italia), siano collocabili in questo contesto, ma non è possibile giudicare se siano tra quelli “schierati” o meno.

Movimento 5 stelle. Ovviamente, nessun raffronto, ma è importante informare che nel 2013 in Russia ha preso il 23,23%, a fronte del 25,55 in Italia.

Altre liste non collocabili. Non esistevano nel 2006. Nel 2008, la lista “Valori e Futuro” (quella di Emanuele Filiberto) ha preso zero. 2013, “Fare per Fermare il Declino” (di Giannino) 4,15% (1,12 in Italia).

A conclusione, qui fuori dall’Italia è importante monitorare, pur se in un contesto di una manciata di voti, le liste “tipiche” da italiani all’estero. 2006, “Per l’Italia nel Mondo” (Tremaglia) ben il 9,30%; “Partito degli Italiani nel Mondo” (lista “civetta”?) 1,01%; “L’altra Sicilia per il Sud” 0,25%; “Amare l’Italia” zero; totale, 10,31%, non poco. 2008, “L’altra Sicilia per il Sud” mantiene il suo 0,25%, ma non c’è nessun altro. 2013, Movimento Associativo Italiani all’Estero 1,38%. Non essendoci altre liste analoghe, dovrebbe essere la “summa” delle elezioni precedenti.

Riassumiamo analogie e differenze.

In Italia Grillo è il primo Partito, i Democratici il secondo, il PDL il terzo. Le differenze sono minime. Tutti insieme rappresentano oltre il 70%. Italia ingovernabile. In Russia i Democratici sono il primo Partito, il PDL il secondo, Grillo il terzo. Le differenze sono minime. Tutti insieme superano il 70%. Dipendesse dagli italiani in Russia, l’Italia sarebbe ingovernabile.

Monti passa per fautore di un’Europa forte ad ogni costo. Per questo in Italia è stato punito, e sempre per questo tra gli italiani all’estero è stato premiato. La Russia non fa eccezione, Monti prende il doppio di quel che ha preso in Italia.

Camera dei Deputati - 24-25 febbraio 2013
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
Partito Democratico 0,0% 0,0% 164 25,23%
Popolo della Libertà 0,0% 0,0% 152 23,38%
Movimento Cinque Stelle 0,0% 0,0% 151 23,23%
Con Monti per l'Italia 0,0% 0,0% 115 17,69%
Fare per Fermare il Declino 0,0% 0,0% 27 4,15%
Sinistra Ecologia Libertà 0,0% 0,0% 21 3,23%
Movimento Associativo Italiani all'Estero 0,0% 0,0% 9 1,38%
Partito Comunista 0,0% 0,0% 6 0,92%
Rivoluzione Civile 0,0% 0,0% 5 0,76%
Elettori 1.674
Votanti 0,0% 0,0% 708 42,29%
Schede bianche 2 0,28%
Schede non valide (bianche incluse) 58 8,18%

Senato della Repubblica - 24-25 febbraio 2013
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
Rivoluzione Civile 0,0% 0,0% 0,0%
Partito Democratico 0,0% 0,0% 0,0%
Popolo della Libertà 0,0% 0,0% 0,0%
Movimento Cinque Stelle 0,0% 0,0% 0,0%
Fare per Fermare il Declino 0,0% 0,0% 0,0%
Partito Comunista 0,0% 0,0% 0,0%
Con Monti per l'Italia 0,0% 0,0% 0,0%
Elettori
Votanti 0,0% 0,0% 0,0%
Schede bianche
Schede non valide (bianche incluse)
Fonte:

Camera dei Deputati - 13 aprile 2008
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
Popolo della Libertà 168 46,54% 18 40,91% 186 45,93%
Partito Democratico 154 42,66% 17 38,64% 171 42,22%
La Destra - Fiamma Tricolore 10 2,77% 1 2,27% 11 2,72%
La Sinistra l'Arcobaleno 9 2,49% 1 2,27% 10 2,47%
Di Pietro Italia dei Valori 7 1,94% 3 6,82% 10 2,47%
Sinistra Critica 6 1,66% 3 6,82% 9 2,22%
Unione di Centro 5 1,39% 1 2,27% 6 1,48%
L'altra Sicilia per il Sud 1 0,28% 0 0,00% 1 0,25%
Partito Socialista 1 0,28% 0 0,00% 1 0,25%
Valori e Futuro 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
Elettori 1.013 104 1.117
Votanti 361 35,64% 44 42,31% 405 36,26%
Schede bianche 0 0 0
Schede non valide (bianche incluse) 0 0 0

Senato della Repubblica - 13 aprile 2008
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
Popolo della Libertà 164 47,13% 17 39,53% 181 46,29%
Partito Democratico 149 42,82% 18 41,86% 167 42,71%
Di Pietro Italia dei Valori 9 2,59% 3 6,98% 12 3,07%
La Destra - Fiamma Tricolore 9 2,59% 2 4,65% 11 2,81%
Sinistra Critica 7 2,01% 1 2,33% 8 2,05%
La Sinistra l'Arcobaleno 5 1,44% 1 2,33% 6 1,53%
Unione di Centro 5 1,44% 1 2,33% 6 1,53%
Partito Socialista 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
L'altra Sicilia per il Sud 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
Elettori 977 100 1.077
Votanti 348 35,62% 46 46,00% 394 36,58%
Schede bianche 0 1 1
Schede non valide (bianche incluse) 0 3 3

Camera dei Deputati - 9 aprile 2006
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
L'Unione 167 45,75% 21 63,64% 188 47,24%
Forza Italia 99 27,12% 5 15,15% 104 26,13%
Per l'Italia nel Mondo 37 10,14% 0 0,00% 37 9,30%
Unione di Centro 28 7,67% 1 2,27% 31 7,79%
Lega Nord 20 5,48% 0 0,00% 20 5,03%
Di Pietro Italia dei Valori 7 1,92% 3 9,09% 10 2,51%
Partito degli Italiani nel Mondo 4 1,10% 0 0,00% 4 1,01%
Alternativa Sociale Mussolini 3 0,82% 0 0,00% 3 0,75%
L'altra Sicilia per il Sud 0 0,00% 1 3,03% 1 0,25%
Amare l'Italia 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
U.D.EUR Popolari 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
Elettori 908 93 1.001
Votanti 376 41,41% 33 35,48% 409 40,86%
Schede bianche 5 0 5
Schede non valide (bianche incluse) 11 0 11

Senato della Repubblica - 9 aprile 2006
Liste Mosca Pietroburgo Russia
Voti % Voti % Voti %
L'Unione 157 44,86% 21 65,63% 178 46,60%
Forza Italia 109 31,14% 5 15,63% 114 29,84%
Per l'Italia nel Mondo 33 9,43% 0 0,00% 33 8,64%
Unione di Centro 25 7,14% 1 3,13% 26 6,81%
Lega Nord 14 4,00% 0 0,00% 14 3,66%
Di Pietro Italia dei Valori 7 2,00% 3 9,38% 10 2,62%
Fiamma Tricolore 4 1,14% 1 3,13% 5 1,31%
Partito degli Italiani nel Mondo 1 0,29% 0 0,00% 1 0,26%
L'altra Sicilia per il Sud 0 0,00% 1 3,13% 1 0,26%
U.D.EUR Popolari 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00%
Elettori 875 92 967
Votanti 360 41,14% 32 34,78% 392 40,54%
Schede bianche 4 0 4
Schede non valide (bianche incluse) 10 0 10
Fonte: Ministero dell'Interno

Questo articolo è disponibile nel blog Brežnardini.

Questo articolo è disponibile sul sito della radio La Voce della Russia, dove è disponibile anche la versione sonora.

Questo articolo è disponibile anche in lingua russa.

lunedì 9 aprile 2012

Dal 26 giungo 2012 i minori devono viaggiare con il passaporto

Per tutti coloro che stanno programmando un viaggio in Russia nel periodo estivo ricordiamo che:
A partire dal 26 giugno 2012 tutti i bambini che viaggiano da e per l’Unione Europea dovranno essere muniti del proprio passaporto o documento di viaggio individuale. Tutti i genitori con minori iscritti sul proprio passaporto, anche in data antecedente al 25 novembre 2009, dotino i propri figli di un idoneo documento di viaggio individuale.

venerdì 10 febbraio 2012

Treno Tallinn - San Pietroburgo

La notizia è sicuramente molto interassante non solo per i turisti che programmano un viaggio a San Pietroburgo, ma anche per i tanti italiani che vivendo nella Venezia del Nord amano concedersi piccole vacanze fuori dalla Russia.
Le città "straniere" più vicine a San Pietroburgo sono Helsinki e Tallinn.
Il treno Tallinn San Pietroburgo
Sembrano infatti a buon punto le trattative per ripristinare il collegamento ferroviario tra Tallin e San Pietroburgo non più in uso dal 2008, la società estone GoRail è all'opera per attivare il servizio dal 27 maggio 2012, data non causuale visto che è il compleanno della città di San Pietroburgo.
Sono allo studio i possibili rischi del progetto visto che i collegamenti tra le due città sono ottimamente funzionanti anche senza il treno, che dovrà avere un prezzo competitivo e vantaggi notevoli per togliere clienti agli altri traferimenti concorrenti.
Collegamenti Tallinn - San Pietroburgo
I problemi principali che hanno spinto alla chiusura del servizio ferroviario tra le due città sono ovviamente economici e oggi esistono praticamente tutti i tipi di collegamenti tra Tallinn e San Pietroburgo ad eccezione di sommergibili ed elicotteri.
Il modo più economico per spostarsi è l'autobus e la migliore compagnia la "Lux Express" che propone 4-5 autobus al giorno, molti dei quali con TV e connessione WI-FI, a circa 30 euro a tratta. Il viaggio dura in genere sulle 8 ore, ma questo tempo può variare alla fila nella frontiera tra i due paesi.
Per chi non vuole perdere troppo tempo ovviamente il mezzo più veloce rimane l'aereo, circa un'ora di volo, ma i costi sono decisamente più alti, circa 200-250 €. La compagnia aerea si chiama "Estonia Air" e propone 2 voli al giorno: partenze da Tallin per San Pietroburgo alle 7:00 e 13:00 mentre per la tratta inversa alle 10:40 e 16:40.
A causa degli elevati prezzi e alla tipologia di viaggio l'aereo è sicuramente il concorrente meno diretto per la GoRail.
Per gli amanti dei viaggi piacevoli è possibile raggiungere San Pietroburgo da Tallinn (e viceversa) con la nave da crociera Anastasia che prevede 2 corse a settimana e i costi sono di circa 30 euro per un posto nelle cabine di inferiore categoria, la durata del viaggio è di circa 8 ore.
E' lecito pensare che se il servizio treno tra Tallinn e San Pietroburgo riprenderà, questo dovrà avere prezzi simili ai biglietti dell'autobus che restano i principali concorrenti. Un altro fattore su cui dovrà puntare la società GoRail è un accordo con la frontiera per la semplificazione dei controlli (come avviene tra Finlandia e Russia con il treno Allegro) in modo che la percorrenza possa risparmiare anche 1-2 ore rispetto agli autobus e garantire ai propri clienti un viaggio di 6 ore.
La GoRail è sicura del successo del progetto perchè gli interessi russi in Estonia sono in continuo aumento grazie anche ad una crisi in Russia senz'altro minore rispetto a quella europea, inoltre i contrasti politici tra le due nazioni sembrano oramai fare parte del passato. La speranza è quindi quella a breve di tornare ad attraversare il fiume Narva sul ponte ferroviario.
Continuate a seguire il nostro blog e vi terremo aggiornati su questo argomento.
La città di Tallinn
Tallinn è oltre ad essere la capitale dell'Estonia, anche il porto principale del paese dove è concentrato il business. Il centro storico , divenuto patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1997, è in perfetto stile medievale attira a se migliaia di turisti tutti l'anno, soprattutto russi vista la vicinanza tra i due paesi.
La città molto tranquilla non richiede soggiorni lunghi, 2-3 notti sono più che sufficienti per visitarla. Dal punto di vista del divertimento la maggioranza dei locali è concentrata nel centro, ma durante la settimana non sarà facile trovare locali aperti fino all'alba.
Di seguito i principali luoghi d'interesse sono:
La collina di Toompea dove risiedono le autorità governative
La città vecchia
La città estone
La chiesa di Sant'Olav
Colonna della vittoria dell'indipendenza dell'Estonia

venerdì 13 gennaio 2012

Pressappochismo mediatico

Da un articolo del 9 gennaio 2012 di Fabrizio Dragosei, corrispondente da Mosca del Corriere della Sera, apprendo con stupore che In Russia sono in corso i preparativi per il capodanno ortodosso, che quest'anno cade il 14 gennaio, quindi le festività sono ancora in pieno svolgimento.

Intanto, le festività sono terminate l’8 gennaio, il 9 è stata la prima giornata lavorativa dell’anno, il cosiddetto “Vecchio anno nuovo” lo celebrano in pochi (io tra questi), giusto per approfittare di un’occasione in più per fare bisboccia, ma non è una giornata festiva. Giova ricordare che in Russia attualmente ci sono dodici giorni festivi nel corso dell’anno, uguale a quanti ce ne sono in Italia.

Ma l’affermazione più interessante è quella per la quale il capodanno ortodosso quest’anno cade il 14 gennaio. Cercherò di essere il più stringato e semplice possibile.

Il tempo di rivoluzione della Terra attorno al Sole e quello della Terra attorno a se stessa sono due grandezze incommensurabili, un po’ come il lato di un quadrato e la sua diagonale. Infatti, prendendo per numero razionale la rivoluzione della Terra attorno a se stessa, e cioè un giorno di ventiquattro ore, ci vogliono 365,2421897 giorni per fare il giro intorno al Sole. Non mi soffermo su alcune differenziazioni tra l’anno siderale, quello tropicale, eclittico, anomalo, gaussiano, besseliano e chissà quanti altri: ciò esula dal presente contesto.

Il calendario giuliano (da Giulio Cesare, pur essendo stato inventato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria), che viene tuttora seguito dalla chiesa ortodossa russa, prevede l’aggiunta del 29 febbraio ogni quattro anni (l’anno bisestile). A Roma fu in uso dal 46 a.C. al 1582.

E’ intuitivo il fatto che, ogni quattro anni, ci scostiamo di 0,0312412 giorni. Dunque, da un rapido e semplice calcolo, dopo 128 anni ci siamo scostati di circa un giorno dalla realtà. In 1628 anni, fanno 12,7151684 giorni.

In un mondo dove i marinai si basavano sulle stelle e i contadini sulle stagioni per la semina e il raccolto, la questione non era per nulla un mero esercizio mentale per matematici forbiti. Per cercare di ovviare al problema, l’astronomo crotonese Luigi Lilio propose al Papa Gregorio XIII quello che passerà alla storia come calendario gregoriano, che è quello che tuttora usiamo. La differenza col calendario giuliano consiste solo nel fatto che non tutti gli anni divisibili per quattro sono bisestili: per la precisione, non lo sono gli anni di fine secolo se il numero di secoli non è divisibile per quattro.

In altre parole, l’anno gregoriano dura 365,2425 giorni, per scostarsi di un giorno, anziché 128 anni, ce ne vogliono ben 3.300.

Ci stiamo avvicinando al nocciolo, coraggio. Dunque, il calendario gregoriano ha permesso di rallentare notevolmente lo scostamento. Non ha risolto, però, il problema di come recuperare le giornate perse in sedici secoli. Fu così che, con bolla papale, il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fu il 15 ottobre. L’anno successivo, il Concilio di Costantinopoli respinse la proposta di Gregorio XIII. Fu così che tra i due calendari – e quindi tra le chiese cristiane d’oriente e d’occidente – si stabilì una differenza di dieci giorni. Nel 1700 la differenza diventò di undici, nel 1800 di dodici e nel 1900 di tredici giorni. Nel 1600 e nel 2000 non è successo nulla, proprio perché 16 e 20 sono divisibili per 4. Dal 2100 la differenza salirà a quattordici giorni.

Da qui, la Rivoluzione d’Ottobre ha avuto luogo la notte fra il 7 e l’8 novembre, Natale è la notte fra il 6 e il 7 gennaio, l’Epifania è il 19 gennaio, e il cosiddetto “Vecchio anno nuovo” la notte fra il 13 e il 14 gennaio.

La Prussia è passata al calendario gregoriano nel 1610; i protestanti tedeschi nel 1700; l’Inghilterra nel 1752; il Giappone nel 1873; la Cina nel 1911; la Grecia nel 1924.

Per decreto del Sovnarkom (il Consiglio dei Commissari del Popolo) del 26 gennaio 1918, il giorno successivo al 31 gennaio fu il 14 febbraio. E’ stato uno dei primi decreti della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, assieme a quelli sul voto alle donne (governo provvisorio, 15 aprile 1917) e sulla riforma dell’alfabeto (da 43 a 33 lettere, 23 dicembre 1917). Dal 1923 la maggior parte delle chiese ortodosse adottò il cosiddetto calendario neogiuliano, che coinciderà con quello gregoriano fino al 2800, ad eccezione delle chiese russa, di Gerusalemme, georgiana, serba e del monte Athos, che seguono tuttora il calendario giuliano.

Tutto questo per dire che, in effetti, Fabrizio Dragosei ha ragioni da vendere – un po’ come un orologio rotto, che due volte al giorno indica l’ora giusta – quando afferma che quest’anno il “Vecchio anno nuovo” cade il 14 gennaio. Anche i precedenti 112 anni, ed anche i prossimi 88, ma questo, per un fine conoscitore della Russia, quale Dragosei afferma di essere, è del tutto irrilevante.

venerdì 2 dicembre 2011

Solidarietà a San Pietroburgo

Domenica 27 novembre presso il famoso hotel Astoria a San Pietroburgo si è tenuta una giornata di solidarietà molto importante chiamata "Charity Winter Bazaar", la manifestazione organizzata da International Women's Club ha visto la partecipazione dei più importanti consolati onorari di San Pietroburgo che hanno venduto al pubblico prodotti e cibi tipici devolvendo il ricavato ai bambini poveri.
Tra i principali consolati quello tedesco, americano, indiano, olandese, turco, lituano, spagnolo, messicano, argentino, colombiano, turco e ovviamente italiano.


Il Consolato Generale Italiano è stato sicuramente quello maggiormente frequentato grazie ai piatti tipici e ai prezzi democratici, segno che restiamo uno dei paesi più amati e il nostro marchio regge negli anni.
Il personale del consolato ha partecipato attivamente con il console in persona Luigi Estero e famiglia, Alberto Facchetti e famiglia, Luigi Oppedisano... Tutti intenti a cucinare piatti nostrani come bruschette, vino, pasta e ovviamente il caffe. All'evento ha contribuito anche il "Caffe Italia San Pietroburgo" di Franco Casadei portando gratuitamente pizzette, dolci e mettendo in vendita modellini della Ducati.


Non solo cibi, ma anche gadget della squadra di calcio Zenit autografati dal nostro connazionale mister Luciano Spalletti e vestiti firmati italiani.
L'adesione all'evento è stata notevole, infatti entrambe le sale dell'hotel Astoria sono state piene per tutto l'arco della giornata e le persone non hanno badato a spese comprando di tutto e di più pur di contribuire in un'atmosfera molto natalizia.


La location è stata la prestigiosa sala dei ricevimenti dell'hotel Astoria, spesso utilizzata per fiere e incontri di spessore, e a nostro avviso migliore posto non si poteva scegliere visto la clientela che frequenta il rinomato hotel. Ovviamente l'entrata era libera e quindi hanno potuto partecipare tutte le persone, però già partire da un buon bacino di turisti ha sicuramente aiutato. La manifestazione ci ha permesso di conoscere anche il nuovo direttore italiano dell'hotel Astoria, Piero Magrino che si è dimostrato molto disponibile alla realizzazione di altri eventi analoghi.


Il primo dicembre per i russi significa l'arrivo dell'inverno e ieri hanno allestito nella piazza del Palazzo l'albero di Natale, il più alto della città con i suoi 28 metri... Natale e Capodanno a San Pietroburgo stanno velocemente arrivando.




Vogliamo anche informare i lettori che sempre il Consolato italiano ha da pochi mesi inaugurato una newsletter chiamata "QUI-Pietroburgo" per tenere aggiornati i turisti sugli eventi italiani più importanti a San Pietroburgo.