lunedì 3 ottobre 2016

Russia, elezioni parlamentari 2016







Una doverosa precisazione circa le
definizioni di destra e sinistra nella politica russa. Agli albori della perestrojka,
i fautori di Boris El’cin, Egor Gajdar, ecc. venivano definiti “di sinistra”, perché
riformavano il tradizionale ordinamento socialista dell’URSS, e in Occidente i
riformatori sono considerati “di sinistra” per definizione.

Con la dissoluzione
dell’Unione Sovietica, anche in Russia il capitalismo è stato considerato un
regime tradizionale, ed ecco che i sedicenti “riformatori” sono diventati “di
destra”, come tutti i conservatori occidentali: visti i secoli di capitalismo
in Occidente, la destra è quella che difende l’ordine economico costituito, i
valori del mercato, gli interessi dei proprietari privati; la sinistra, ovviamente,
comprende radicali e riformatori comunisti e socialisti.


Da sempre in Italia si
cerca di ascrivere all’estrema sinistra e rivoluzionaria anche il terrorismo
“rosso” (BR, NAP, PL, sono solo le punte dell’iceberg). Un capitolo a parte meriterebbe
il terrorismo “nero” (NAR, Avanguardia Nazionale, Ordine Nero, ecc.), con i
tentativi di appropriarsi delle sigle storicamente comuniste (Ordine Nuovo,
Fronte della Gioventù, Rinascita) ed i loro legami, non solo in Italia ma in
Europa, con l’estrema destra nazista, razzista e populista. Ma qui parliamo di Russia.

In Occidente raramente si osserva una congiuntura tra destra e sinistra estreme,
una commistione tra idee comuniste e nazionaliste, mentre nella Russia odierna le
idee tipo “confiscare e redistribuire”, “la Russia prima di tutto” et similia
le troviamo un po’ ovunque, dai rossobruni (che è già una contraddizione in
termini) del disciolto Partito Nazional-Bolscevico e fino ai Partiti
tradizionalmente d’opposizione, di destra e di sinistra.

Acronimo europeo
Collocazione
Partito europeo
Italiani
PPE
Centrodestra
Partito Popolare Europeo
FI, NCD, UDC, SVP, Popolari
ECR
Centrodestra
Conservatori e Riformisti Europei
CoR
PVE
Centrosinistra
Partito Verde Europeo
Verdi, Vërc de Südtirol
ALDE
Centro
Alleanza Democratici e Liberali per l’Europa
Radicali, Centro Democratico, PRI, Scelta Civica
GUE
Sinistra
Sinistra Unita Europea
Tsipras, PRC, PdCI
S&D
Centrosinistra
Alleanza Progressista Socialisti e Democratici
PD, PSI
ELDD
Destra
Europa Libertà e Democrazia Diretta
M5S
ENL
Estrema Destra
Europa delle Nazioni e della Libertà
Lega Nord
Con quali
formazioni europee sono affini i Partiti russi? Russia Unita con il
centrodestra del Partito Popolare Europeo, quindi con Forza Italia e il Nuovo
Centro Destra. I Verdi con i Verdi, nessuna sensazionalità. I
liberaldemocratici di Žirinovskij con l’estrema destra dell’Europa delle
Nazioni e della Libertà, quindi con la Lega Nord. La Mela (Jabloko) di
Javlinskij con i centristi dell’Alleanza Democratici e Liberali per l’Europa,
quindi con i radicali pannelliani e la Scelta Civica di Monti. I comunisti con
la Sinistra Unita Europea, anche qui nessuna sorpresa, quindi con Tsipras,
Rifondazione e Comunisti Italiani. Finalmente, i socialisti di Mironov con l’Alleanza
Progressista Socialisti e Democratici. Stranamente, nessuno fa riferimento alla
destra dell’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, quindi nessuno sta
con i grillini.



Partito
Collocazione
Ideologia
Europa
Russia Unita
Centrodestra
Conservatorismo russo,
tradizionalismo
PPE
Verdi
Centrosinistra
Socialdemocrazia
PVE
Partito Liberal-Democratico
Estrema destra
Nazionalismo russo,
panslavismo, neoimperialismo, anticomunismo, populismo
ENL
Partito della Libertà Popolare
Centrodestra
Liberalismo, democrazia
liberale, federalismo, europeismo, diritti umani
ALDE
Mela
Centro
Liberalismo sociale, socialdemocrazia,
europeismo, Internazionale Liberale
ALDE
Partito Comunista
Sinistra
Comunismo, marxismo-leninismo,
socialismo democratico, patriottismo, secolarismo, libertà confessionale
GUE
Russia Giusta
Centrosinistra
Socialdemocrazia, socialismo
democratico, Internazionale Socialista
S&D

Con questa
premessa, in Russia esistono oltre un centinaio di Partiti. Per poter
partecipare alle elezioni bisogna però registrarsi, e i Partiti registrati sono
77. 75 di questi avevano poi il diritto di presentarsi alle elezioni. Per
esercitare tale diritto, oltre ai Partiti che si sono presentati in quanto
avevano superato lo sbarramento del 5% alle elezioni precedenti (2011, quattro
Partiti), occorreva essere già presenti in almeno uno dei consigli regionali
del Paese (che è suddiviso in 85 regioni, o “soggetti della Federazione”). In
assenza di tali due condizioni, è possibile presentarsi ugualmente, ma occorre
raccogliere 200.000 firme (gli elettori sono poco meno di 112 milioni, quindi
meno dello 0,2%). Si sono quindi presentati 22 Partiti.

Un’ulteriore importante
precisazione: nel 2016, si è tornati ad un sistema elettorale “misto”, metà dei
450 deputati vengono eletti col sistema proporzionale, e metà con quello
“monomandatario” (una sorta di maggioritario). Ebbene, di quei 22 Partiti, tre
si sono presentati con il solo monomandatario, ad uno non è stato consentito di
partecipare in quanto non presente in alcuno dei consigli regionali e quattro
non hanno raccolto il numero necessario di firme. Concludendo, nelle schede
elettorali del 18 settembre 2016 erano presenti 14 liste.

Per avere dei deputati anche
stavolta occorreva superare lo sbarramento del 5%; tuttavia, superando il 3%,
si accede ai rimborsi statali per la campagna elettorale. Sono stati eletti
quattro Partiti (in realtà sei, con i monomandatari), e nessuno degli altri
dieci ha raccolto un consenso sufficiente per ottenere detto rimborso.

Le elezioni si sono svolte in modo
del tutto regolare, contrariamente a quanto alludevano i media mainstream (che
in italiano dovrebbero chiamarsi “principali mezzi di comunicazione”) occidentali,
a meno che non si vogliano definire illegittime delle elezioni in cui solo in
nove seggi su 95.000 sono state registrate delle irregolarità e dove
conseguentemente sono state invalidate le elezioni (che ovviamente verranno
ripetute). Si tenga conto che, oltre a moltissime urne elettroniche (dove
quindi le schede vengono conteggiate e assegnate in tempo reale, per poi essere
verificate nuovamente a mano al termine delle consultazioni, e i due dati
debbono coincidere), i seggi sono muniti di webcam, che permettono a chiunque
(elettore o meno, in Russia o all’estero) di vedere comodamente a casa quel che
accade nel seggio in tempo reale, dall’inizio delle elezioni e fino al termine
dello spoglio.

Detto tutto ciò, possiamo invece
muovere alcune critiche circa gli esiti. Intanto, a causa del già citato
ritorno al sistema misto maggioritario-proporzionale, il Partito di
maggioranza, con il 54% delle preferenze, grazie ai monomandatari ha ottenuto
343 deputati su 450, cioè il 76%, passando quindi dalla maggioranza assoluta a
quella costituzionale. Certo, le prime dichiarazioni del presidente
(segretario) del Partito, Dmitrij Medvedev (l’attuale primo ministro del Paese),
cercano di essere rassicuranti: ascolteremo e collaboreremo con l’opposizione.

L’opposizione però
è ridotta al lumicino suo malgrado (13,34% ai comunisti, ma 9,33% dei deputati;
13,14% ai liberaldemocratici di Žirinovskij, 8,67% dei deputati; 6,22% ai
socialisti di Mironov, 5,11% dei deputati).

Si registra inoltre, già in
queste prime settimane, un’ingerenza esponenziale della chiesa ortodossa nella
vita pubblica, politica, sociale e culturale del Paese, persino nell’arte, soprattutto
nel campo dei diritti (aborto, divorzio), dell’istruzione (materie, libri di
testo) e della visibilità mediatica, nonostante che per legge la Russia sia un
Paese laico, multietnico e multiconfessionale (artt. 14, 19 e 28 della
Costituzione), in cui convivono senza problemi cristiani ortodossi (41%),
musulmani (7%), buddisti (1%) e persino atei (13%).

Una nota a margine riguarda i
comunisti. Resta un inquietante retrogusto per l’ammissione alle elezioni di un
sedicente “Partito dei comunisti della Russia”, il cui simbolo, rispetto a
quello del tradizionale PCFR, risulta identico, fatta eccezione che è rappresentato
da una falce e martello bianca su sfondo rosso, mentre per il PCFR, viceversa,
la falce e martello è rossa su sfondo bianco. Queste sedicenti “coalizioni
tecniche”, tecnicamente appunto, si chiamano “Partiti spoiler” (in Italia,
“Partiti civetta”), assieme ai vari “Partito Democratico”, “Partito Popolare”,
KPSS (come il PCUS, ma che vuol dire “Partito Comunista della Giustizia
Sociale”), “Posizione Civica”, “Unione dei Cittadini”, “Paese Natio” e “Partito
Social-Democratico”. Ebbene, il PCR ha preso il 2,27%, senza ottenere alcun
deputato, che altrimenti sarebbe andato ad aggiungersi al 13,34% del PCFR.

Adesso però dobbiamo analizzare l’affluenza
e i valori assoluti ottenuti dai Partiti in termini di voti.

Anno
Elettori
Votanti
%
1993
106.107.348
58.187.755
55%
1995
107.496.558
69.614.711
65%
1999
108.072.348
66.840.603
62%
2003
108.906.249
59.684.742
55%
2007
109.145.517
68.777.136
63%
2011
109.229.337
64.615.252
59%
2016
110.061.200
51.649.253
47%
Russia Unita
parla di vittoria schiacciante. Ha però votato il 47% degli elettori. Per
carità, E’ sempre un buon risultato rispetto al 43% dei Paesi membri dell’UE
alle ultime elezioni europee del 2014: Austria (46%), Bulgaria (35%),
Repubblica Ceca (19%), Cipro (44%), Croazia (25%), Estonia (36%), Finlandia
(41%), Francia (43%), Germania (48%), Inghilterra (36%), Lettonia (30%),
Lituania (45%), Olanda (37%), Polonia (23%), Portogallo (34%), Romania (32%),
Slovacchia (13%), Slovenia (21%), Spagna (46%), Svezia (49%), Ungheria (29%)
non hanno nulla da insegnare, per non parlare degli Stati Uniti, dove votano i
cosiddetti “grandi elettori” anziché il popolo e si arriva al 43%. Come che
sia, mi pare che in Russia ci sia poco da stare allegri: un calo netto di 13
milioni di votanti, nonostante gli elettori siano aumentati di un milione per
l’adesione della Crimea, è comunque un dato preoccupante.
Partito
2016
Patria
1,51%
Comrus
2,27%
PRPG
1,73%
RU
54,20%
Verdi
0,76%
P.Civica
0,22%
PLDR
13,14%
Parnas
0,73%
Crescita
1,29%
F.Civica
0,14%
Mela
1,99%
PCFR
13,34%
Patrioti
0,59%
RG
6,22%
E’ vero: in
percentuale, Russia Unita ha guadagnato il 5%. Tuttavia, proprio per il citato
calo dell’affluenza, essa ha perso quattro milioni di voti. Ha semplicemente
perso meno degli altri.
Partito
2011
2016
RU
32.371.737
28.527.828
PLDR
7.664.516
6.917.063
Crescita
392.727
679.030
Mela
2.252.327
1.051.335
PCFR
12.599.420
7.019.752
Patrioti
639.067
310.015
RG
8.695.458
3.275.053
Questo non
riguarda affatto la popolarità di Putin come presidente: la sua popolarità era
e resta di gran lunga superiore a quella del suo Partito. Tuttavia, è
innegabile che, con percentuali del genere, Russia Unita abbia la forte
tentazione di persistere nel suo essere Partito contenitore onnicomprensivo dal
piglio decisionista.
Elezioni
Parlamentari
Presidenziali
2003
37,56%

2004

71,31%
2007
64,30%

2008

70,28%
2011
49,31%

2012

63,60%
2016
54,20%

venerdì 26 agosto 2016

Terremoto

In merito al tragico terremoto nel Centro Italia, il Presidente russo Putin ha inviato al Presidente del Consiglio Renzi un telegramma in cui, oltre a condividere il dolore di un popolo amico, si dice che la Russia è pronta a prestare assistenza nel liquidare le conseguenze della catastrofe naturale.

Il Ministro della Protezione Civile della Federazione Russa ha confermato al suo omologo Fabrizio Curcio che il suo Ministero è in stato di allerta operativa per prestare aiuto alle regioni italiane colpite ed inviare i suoi soccorritori, le attrezzature e gli aiuti umanitari non appena dalle autorità italiane dovesse giungere una richiesta in tal senso.

Nella fattispecie, sono pronti a partire i soccorritori del reparto mobile centrale “Centrospas” e del Centro operazioni di soccorso ad elevato rischio “Lider”, che dispongono di una vasta esperienza nel lavorare in zone di grandi terremoti e di moderne attrezzature ed equipaggiamenti per la rimozione delle macerie ed il salvataggio di vite umane. La Protezione Civile può anche inviare il suo complesso diagno-stico mobile “Struna” per stabilire il grado di lesione degli edifici e dei fabbricati.

L’Ambasciata d’Italia a Mosca dal canto suo ha ringraziato “le autorità e tutti i cittadini russi che hanno offerto assistenza ed espresso solidarietà in questo tragico e difficile momento. Tali manifestazioni di sincera amicizia confermano una volta ancora i profondi legami che uniscono i nostri due Paesi”.

Di nostro, possiamo solo notare come finora non sia arrivata alcuna richiesta da parte italiana, e ciò mal si sposa con la dichiarazione ufficiale di Renzi, in cui ha affermato testualmente: “Dobbiamo attrezzarci per l’emergenza delle prossime ore, dei prossimi giorni, delle prossime settimane, ma innanzitutto adesso la priorità è continuare a scavare nelle macerie. […] Questo è il tempo dell’azione. […] Mettiamoci al lavoro perché nelle prossime ore possiamo continuare a strappare dalle macerie delle vite umane”.

sabato 9 luglio 2016

Accordi di Minsk, sanzioni 2017

Il 1° luglio 2016 il Consiglio dell’Unione Europea ha prorogato le sanzioni economiche riguardanti settori specifici dell’economia russa fino al 31 gennaio 2017. Il 19 marzo 2015 il Consiglio europeo aveva convenuto di far dipendere la durata delle sanzioni dalla piena attuazione degli accordi di Minsk, che doveva avvenire entro il 31 dicembre 2015.

Dunque, tutto si incentra sugli accordi di Minsk. Sono fermamente convinto che ben pochi ne abbiano letto il contenuto. Vediamo allora di fare chiarezza. Ecco il testo completo in italiano (non è affatto lungo), mentre l'originale ufficiale in russo è consultabile sul sito del Cremlino.

1. Immediato e completo cessate del fuoco nelle zone di conflitto delle regioni di Donetsk e Lugansk, regioni dell’Ucraina, e sua rigorosa attuazione a partire dalle 00 h. 00 min. (tempo di Kiev) del 15 Febbraio 2015.

2. Ritiro di tutte le armi pesanti da ambo le parti a distanze uguali per creare una zona di sicurezza con profondità almeno 50 km [distanza tra le due parti] riferita a sistemi di artiglieria di calibro di 100 mm o più, aumentata [la profondità della zona di sicurezza] a 70 km per i sistemi MLRS [lanciarazzi multiplo] e a 140 km per i sistemi MLRS “Tornado-S”, “Hurricane”, “Twister” e sistemi missilistici tattici “Punto” (“punto Y”):

– per le truppe ucraine, [il ritiro deve avvenire] dalla linea reale di contatto [attuale];

– per le forze armate delle regioni di Donetsk e Lugansk, regioni dell’Ucraina, dalla linea di contatto stabilita in base al memorandum di Minsk del 19 settembre 2014.

Il ritiro delle armi pesanti di cui sopra deve iniziare non oltre il secondo giorno dopo il cessate il fuoco e terminare entro 14 giorni. A questo processo contribuirà l’OSCE, con il sostegno del gruppo di contatto delle tre parti [Ucraina, Russia, OSCE].

3. Garantire un controllo efficace e la verifica del cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dal primo giorno del ritiro da parte dell’OSCE, con l’impiego di tutti i mezzi necessari, compresi satelliti, droni, sistemi radar e così via.

4. Nel primo giorno dopo il ritiro, avviare un dialogo sulle modalità delle elezioni locali in conformità con la legge ucraina e la legge dell’Ucraina “Sull’ordine temporaneo del governo locale in alcune regioni di Donetsk e Lugansk“, così come il futuro funzionamento di queste aree, sulla base della legge. Immediatamente, entro e non oltre 30 giorni dalla data di sottoscrizione del presente documento, adottare una risoluzione della Verkhovna Rada [Parlamento] dell’Ucraina per il territorio coperto dal regime speciale in conformità con la Legge dell’Ucraina “Sull’ordine temporaneo del governo locale in alcune zone dei regioni Donetsk e Lugansk“, basato sulla nota al Protocollo di Minsk del 19 settembre 2014.

5. Stabilire indulti e amnistie mediante l’emanazione di una legge che vieta la perseguibilità e la punizione delle persone in relazione agli eventi che hanno avuto luogo in alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk dell’Ucraina.

6. Assicurarsi che il rilascio e lo scambio di ostaggi e persone detenute illegalmente avvenga in base al principio del “tutto per tutti“. Questo processo deve essere completato entro e non oltre il quinto giorno dopo il ritiro.

7. Fornire un accesso sicuro, consegna, stoccaggio e distribuzione di assistenza umanitaria ai bisognosi sulla base di un meccanismo internazionale.

8. Determinazione delle modalità del completo ripristino delle relazioni socio-economiche, compresi i trasferimenti sociali, come le pensioni e altri pagamenti (ricavi e proventi, pagamento puntuale di tutte le bollette, il rinnovo della tassazione nel quadro giuridico ucraino). A tal fine, l’Ucraina riacquisisce il controllo del sistema bancario nelle zone colpite dal conflitto, con la facoltà di ricorrere a un meccanismo internazionale per facilitare tali trasferimenti.

9. Ripristinare il pieno controllo del confine di Stato dell’Ucraina da parte del governo in tutta la zona del conflitto, che dovrà iniziare dal primo giorno dopo [lo svolgimento delle] le elezioni locali ed essere completata dopo una soluzione politica globale (elezioni locali in alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk, sulla base della legge dell’Ucraina e della riforma costituzionale) entro la fine del 2015, fatto salvo il paragrafo 11, in consultazione e d’intesa con i rappresentanti delle singole regioni di Donetsk e Lugansk nel quadro del gruppo di collegamento tripartito [Ucraina, Russia, OSCE].

10. Il ritiro di tutte le forze armate straniere, delle attrezzature militari, così come dei mercenari dal territorio dell’Ucraina sotto la supervisione dell’OSCE. Disarmo di tutti i gruppi illegali.

11. La riforma costituzionale in Ucraina con l’entrata in vigore, entro la fine del 2015, di una nuova costituzione, intesa come elemento chiave di decentramento (tenendo conto delle caratteristiche delle singole zone delle regioni di Donetsk e Lugansk, concordato con i rappresentanti di questi settori), nonché l’adozione della legge permanente sullo status speciale delle singole regioni di Donetsk e Lugansk, conformemente alle misure di cui alla Nota [1], fino alla fine del 2015.

12. Sulla base della legge dell’Ucraina “Sull’ordine temporaneo di governo locale in alcune regioni di Donetsk e Lugansk” per quanto riguarda le elezioni locali, [queste] saranno discusse e concordate con le singole zone delle regioni di Donetsk e Lugansk nel quadro del gruppo di collegamento tripartito. Le elezioni si terranno nel rispetto delle pertinenti norme dell’OSCE e col monitoraggio da parte dell’ODIHR dell’OSCE.

13. Intensificare le attività del gruppo di collegamento tripartito, anche attraverso la costituzione di gruppi di lavoro per attuare gli aspetti rilevanti del Protocollo di Minsk [del 19 settembre 2014]. Tali gruppi di lavoro riflettono la composizione del gruppo di collegamento tripartito.

Nota [1]: Tali misure [per la legge permanente sullo status speciale delle singole regioni di Donetsk e Lugansk], in conformità con la legge “Sull’ordine speciale del governo locale in alcune regioni di zone di Donetsk e Lugansk” sono le seguenti:

– l’esenzione da pene, molestie e discriminazione di individui associati con gli eventi che hanno avuto luogo in alcune aree delle regioni di Donetsk e Lugansk;

– il diritto all’autodeterminazione della lingua;

– la partecipazione dei governi locali alla nomina dei capi delle procure e dei tribunali nelle regioni di Donetsk e Lugansk;

– la possibilità per le autorità esecutive centrali di concludere con le autorità locali competenti un accordo sullo sviluppo economico, sociale e culturale delle singole regioni di Donetsk e Lugansk;

– lo Stato sosterrà lo sviluppo socio-economico delle singole regioni di Donetsk e Lugansk;

– l’assistenza del governo centrale per la cooperazione transfrontaliera in aree selezionate delle regioni di Donetsk e Lugansk e di regioni della Federazione Russa;

– la creazione di unità di milizia popolare di supporto alle amministrazioni locali, al fine di mantenere l’ordine pubblico nelle regioni di Donetsk e Lugansk;

– i poteri dei deputati comunali e dei funzionari eletti nelle elezioni anticipate, nominati dalla Verkhovna Rada [Parlamento] dell’Ucraina in base a questa legge, non possono essere terminati.

Il documento è stato firmato dai partecipanti del gruppo di collegamento tripartito:

Ambasciatore Heidi Tagliavini [OSCE]

L.D. Kuchma, secondo presidente dell’Ucraina

M.Y Zurabov, Ambasciatore della Federazione Russa in Ucraina

A.V. Zakharchenko [DNR-Donetsk]

I.V. Plotnitsky [LNR-Lugansk]

Ora, per cortesia, qualcuno spieghi quali accordi non siano rispettati dalla Federazione Russa, o meglio ancora, di quali impegni, disattesi o meno, della Russia si sta parlando: non trovo alcun punto a tal proposito. Né può essere altrimenti, giacché l’Unione Europea e la Federazione Russa non sono parti in causa…

sabato 2 luglio 2016

TV russa vietata fuori dalla Russia?

"Non appena la «democrazia» ha sconfitto l'Ucraina, hanno vietato i canali televisivi russi. Non appena la «libertà» ha vinto in Argentina, hanno chiuso Russia Today. Ormai è una tendenza". Guardate che 'sta cosa non è proprio una cazzata. Parliamo di canali che trasmettono via etere a casa loro e via satellite (parabola) nel mondo. In Italia si vede Pervyj, RTR Planeta, Russia 24, più alcuni canali "leggeri", tipo telefilm, musica, televendite, ecc. Altrettanto in Russia: dopo che Berlusconi ci ha criptato i canali Mediaset (ma non era amico di Putin, per la sedicente sinistrorsa salottiera radical chic italiota?), e che un decennio prima ci avevano criptato La 7, siamo rimasti con i tre RAI (di RAI 4 e RAI 5 manco se ne parla), i TG 24 di RAI e Mediaset (Sky è da un decennio che ha criptato), RAI Gulp per i bambini (gli altri, tipo Yoyo, sono criptati fin dall'inizio), Uninettuno (che, francamente, serve solo agli studenti stranieri cultori della lingua italiana, benissimo, ma insomma non è rappresentativa), e ovviamente una miriade di canali "locali" che trasmettono televendite e soprattutto telefoni erotici (non sto nemmeno ad elencarli, ma parliamo di centinaia!!! di canali, peggio solo gli americani pseudoarabi). Insomma, immaginiamo che un qualsiasi Stato e per qualunque ragione vieti le trasmissioni dei canali italiani "seri" bollandola come propaganda (Francia, Belgio, Inghilterra...).

venerdì 10 giugno 2016

UEFA 2016 alla televisione russa

Come è noto, i canali televisivi italiani criptano moltissimi programmi via satellite. Nel nostro caso, ciò riguarda anche il campionato di calcio 2016 UEFA in Francia. Il risultato è che gli italiani all'estero, anziché ascoltare i commentatori italiani (non che sia una gran perdita) e vedere i passaggi pubblicitari delle aziende italiane, ascolteranno i commentatori e vedranno la pubblicità sui canali televisivi dei Paesi in cui risiedono. Ai nostri lettori giudicare, chi ci rimette. Per quanto riguarda la Russia, per gli appassionati del genere, riportiamo la tabella delle partite trasmesse, che verrà aggiornata man mano. Avvertenza: in grassetto e corsivo sono riportate le partite della Russia e dell'Italia.
Gruppo Squadra Risultato Squadra2 Data Ora (Mosca) Canale
A Francia 2:1 Romania 10/06/2016 21:40 Russia 1
A Albania 0:1 Svizzera 11/06/2016 15:45 Matč!
B Galles 2:1 Slovacchia 11/06/2016 18:45 Matč!
B Inghilterra 1:1 Russia 11/06/2016 21:50 Pervyj
D Turchia 0:1 Croazia 12/06/2016 15:45 Matč!
C Polonia 1:0 Irlanda del Nord 12/06/2016 18:45 Matč!
C Germania 2:0 Ucraina 12/06/2016 21:50 Pervyj
D Spagna 1:0 Repubblica Ceca 13/06/2016 15:50 Russia 1
E Irlanda 1:1 Svezia 13/06/2016 18:45 Matč!
E Belgio 0:2 Italia 13/06/2016 21:50 Pervyj
F Austria 0:2 Ungheria 14/06/2016 18:45 Matč!
F Portogallo 1:1 Islanda 14/06/2016 21:45 Matč!
B Russia 1:2 Slovacchia 15/06/2016 15:50 Russia 1
A Romania 1:1 Svizzera 15/06/2016 18:45 Matč!
A Francia 2:0 Albania 15/06/2016 21:45 Matč!
B Inghilterra 2:1 Galles 16/06/2016 15:50 Pervyj
C Ucraina 0:2 Irlanda del Nord 16/06/2016 18:50 Matč!
C Germania 0:0 Polonia 16/06/2016 21:50 Russia 1
E Italia 1:0 Svezia 17/06/2016 15:50 Russia 1
D Repubblica Ceca 2:2 Croazia 17/06/2016 18:45 Matč!
D Spagna 3:0 Turchia 17/06/2016 21:50 Pervyj
E Belgio 3:0 Irlanda 18/06/2016 17:05 Matč!
F Islanda 1:1 Ungheria 18/06/2016 18:45 Matč!
F Portogallo 0:0 Austria 18/06/2016 21:45 Matč!
A Romania 0:1 Albania 19/06/2016 22:00
A Svizzera 0:0 Francia 19/06/2016 21:45 Matč!
B Russia 0:3 Galles 20/06/2016 21:50 Russia 1
B Slovacchia 0:0 Inghilterra 20/06/2016 21:45 Matč!
C Irlanda del Nord 0:1 Germania 21/06/2016 18:45 Matč!
C Ucraina 0:1 Polonia 21/06/2016 18:45 Russia 1
D Croazia 2:1 Spagna 21/06/2016 21:50 Pervyj
D Repubblica Ceca 0:2 Turchia 21/06/2016 21:45 Matč!
F Islanda 2:1 Austria 22/06/2016 19:00
F Ungheria 3:3 Portogallo 22/06/2016 19:00 Matč!
E Italia 0:1 Irlanda 22/06/2016 22:00
E Svezia 0:1 Belgio 22/06/2016 22:00 Matč!
8F-1 Svizzera 5:6 Polonia 25/06/2016 15:50 Pervyj
8F-2 Galles 1:0 Irlanda del Nord 25/06/2016 18:50 Russia 1
8F-3 Croazia 0:1 Portogallo 25/06/2016 22:00 Pervyj
8F-4 Francia 2:1 Irlanda 26/06/2016 15:50 Russia 1
8F-5 Germania 3:0 Slovacchia 26/06/2016 18:50 Pervyj
8F-6 Ungheria 0:4 Belgio 26/06/2016 21:50 Russia 1
8F-7 Italia 2:0 Spagna 27/06/2016 19:00 Pervyj
8F-8 Inghilterra 1:2 Islanda 27/06/2016 22:00 Russia 1
QF1 Polonia 4:6 Portogallo 30/06/2016 22:00 Pervyj
QF2 Galles 3:1 Belgio 01/07/2016 22:00 Russia 1
QF3 Germania 7:6 Italia 02/07/2016 22:00 Pervyj
QF4 Francia 5:2 Islanda 03/07/2016 22:00 Russia 1
SF1 Portogallo 2:0 Galles 06/07/2016 22:00 Pervyj
SF2 Germania 0:2 Francia 07/07/2016 22:00 Russia 1
Portogallo 1:0 Francia 10/07/2016 22:00 Pervyj